Gli errori nella terapia farmacologica in RSA si riducono soprattutto lavorando sui passaggi in cui l’informazione si perde: l’ingresso dell’ospite, i rientri dall’ospedale, la trascrizione delle prescrizioni e il giro di somministrazione. Il Ministero della Salute ha dedicato a questi temi una serie di Raccomandazioni che valgono anche per le strutture socio-sanitarie. In questa guida vediamo dove nascono gli errori, quali strumenti adottare e come organizzare il lavoro di medici, infermieri e OSS, con una checklist finale da usare in reparto.

Perché la terapia farmacologica è un’area critica nelle RSA

Gli ospiti delle residenze per anziani hanno spesso più patologie croniche e assumono molti farmaci contemporaneamente, a orari diversi e in forme diverse (compresse, gocce, cerotti, terapie al bisogno). A questo si aggiungono frequenti passaggi tra ospedale, pronto soccorso e struttura, la rotazione del personale sui turni e, in molti casi, difficoltà di deglutizione che obbligano a modificare la forma del farmaco.

Il problema non è solo italiano. Nel 2017 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato la terza sfida globale per la sicurezza del paziente, Medication Without Harm, con l’obiettivo di dimezzare in cinque anni i danni gravi ed evitabili legati ai farmaci. L’OMS stimava il costo degli errori di terapia in circa 42 miliardi di dollari l’anno e indicava tra le cause la stanchezza degli operatori, la carenza di personale, la formazione insufficiente e i difetti di coordinamento quando più professionisti seguono lo stesso paziente: fattori ben noti a chi dirige una RSA.

Sul piano normativo, la Legge 8 marzo 2017, n. 24 (legge Gelli-Bianco) stabilisce all’articolo 1 che la sicurezza delle cure è parte del diritto alla salute e che la prevenzione del rischio clinico coinvolge tutto il personale delle strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private. La gestione del farmaco rientra quindi a pieno titolo nel sistema di gestione del rischio della struttura.

Le Raccomandazioni del Ministero della Salute da conoscere

Le Raccomandazioni ministeriali per la sicurezza delle cure nascono da casi realmente accaduti e offrono indicazioni pratiche per prevenire gli eventi avversi. Quelle dedicate alla terapia farmacologica sono le più utili per una RSA:

RaccomandazioneTemaPerché conta in RSA
n. 7 (2008)Prevenzione della morte, coma o grave danno da errori in terapiaÈ il riferimento generale per tutto il processo: dalla prescrizione alla somministrazione e al monitoraggio
n. 12Farmaci “look-alike/sound-alike” (LASA)Confezioni e nomi simili sono una causa frequente di scambi nel carrello della terapia
n. 17 (2014)Riconciliazione della terapia farmacologicaRiguarda le transizioni di cura, compresi gli ingressi in struttura e i rientri dall’ospedale
n. 18 (2018)Errori da abbreviazioni, acronimi, sigle e simboliPrescrizioni scritte a mano o trascritte possono essere interpretate in modo errato
n. 19 (2019)Manipolazione delle forme farmaceutiche orali solideTriturare o dividere compresse per gli ospiti con disfagia richiede regole precise

Il Ministero segnala che diverse di queste Raccomandazioni (tra cui la n. 7 e la n. 12) sono in fase di aggiornamento: conviene quindi verificare periodicamente la versione in vigore e le eventuali procedure regionali o dell’ASL di riferimento.

Dove nascono gli errori: le cinque fasi del processo

Per ridurre gli errori serve guardare all’intero percorso del farmaco, non solo al momento della somministrazione. In una RSA le fasi critiche sono cinque.

1. Ingresso e rientri dall’ospedale

Secondo il Ministero della Salute, gli errori legati a differenze non intenzionali nella terapia coinvolgono fino al 70% dei pazienti al momento del ricovero o della dimissione ospedaliera, e circa un terzo di questi casi richiede un nuovo ricovero o un prolungamento della degenza. Lettere di dimissione incomplete, farmaci sospesi in ospedale e mai ripresi, doppie prescrizioni dello stesso principio attivo con nomi commerciali diversi: sono gli scenari tipici del rientro in struttura.

2. Prescrizione e trascrizione

Ogni volta che una terapia viene ricopiata (dalla lettera di dimissione al foglio di terapia, dal foglio al quaderno del turno) aumenta il rischio di errori di dose, orario o via di somministrazione. Le abbreviazioni ambigue, oggetto della Raccomandazione n. 18, sono una delle cause più frequenti.

3. Approvvigionamento e conservazione

Farmaci LASA riposti vicini, confezioni aperte senza data, scorte di reparto non controllate: sono condizioni che favoriscono lo scambio di farmaco e vanno gestite con regole di stoccaggio chiare.

4. Preparazione e somministrazione

È la fase in cui l’errore diventa danno. Interruzioni durante il giro della terapia, identificazione dell’ospite non verificata, compresse triturate senza controllare se la forma farmaceutica lo consente (Raccomandazione n. 19), terapie “al bisogno” non registrate.

5. Monitoraggio e comunicazione

Dopo la somministrazione occorre osservare effetti attesi e reazioni avverse, registrare i rifiuti e le dosi non somministrate e comunicarli al medico. Senza una registrazione puntuale, il turno successivo lavora su informazioni incomplete.

Ricognizione e riconciliazione: come applicarle all’ingresso

La Raccomandazione n. 17 descrive un processo in tre passaggi che si adatta bene alla presa in carico in RSA e a ogni rientro dall’ospedale:

  1. Ricognizione: raccolta completa dei farmaci che l’ospite assume (nome, dose, frequenza, via di somministrazione, compresi integratori e farmaci da banco), indicando la fonte delle informazioni. Va effettuata nell’immediatezza della presa in carico e comunque entro 24 ore.
  2. Riconciliazione: il medico confronta la terapia rilevata con quella che intende prescrivere, per individuare omissioni, duplicazioni, interazioni e possibili confusioni tra farmaci LASA, e decide per ogni farmaco se proseguirlo, sospenderlo o modificarlo.
  3. Comunicazione: le modifiche e le loro ragioni vengono documentate e condivise con l’équipe, con l’ospite e con i familiari o il caregiver.

Il processo richiede la collaborazione di più figure (medici, infermieri e, dove disponibile, il farmacista) e il coinvolgimento dei familiari, che spesso conoscono meglio di chiunque la terapia assunta a casa. È utile prevedere un’unica scheda di ricognizione e riconciliazione, conservata nella cartella dell’ospite, e collegare la terapia al Piano di Assistenza Individualizzato (PAI), così che obiettivi di cura e scelte farmacologiche restino coerenti.

Checklist operativa per la terapia in RSA

  • Procedura scritta per tutte le fasi: prescrizione, trascrizione, conservazione, preparazione, somministrazione, monitoraggio.
  • Ricognizione della terapia entro 24 ore da ogni ingresso o rientro dall’ospedale, con fonte delle informazioni documentata.
  • Un’unica scheda di terapia per ospite, senza ricopiature su supporti paralleli.
  • Elenco interno di abbreviazioni vietate e prescrizioni sempre leggibili, con dose, unità di misura, via e orario.
  • Farmaci LASA separati ed evidenziati negli armadi e nel carrello.
  • Elenco dei farmaci che non possono essere triturati o divisi, condiviso con gli infermieri.
  • Doppia verifica dell’identità dell’ospite prima di ogni somministrazione.
  • Registrazione immediata di somministrazioni, rifiuti e dosi non somministrate.
  • Segnalazione degli eventi avversi e dei “quasi errori”, con analisi periodica in équipe.
  • Formazione periodica del personale, inclusi i neoassunti e gli operatori a chiamata.

Il ruolo del software: tracciabilità dalla prescrizione al letto dell’ospite

Molti degli errori descritti nascono da passaggi di carta: fogli ricopiati, note a margine, informazioni che restano nel quaderno di un turno. Una cartella digitale non sostituisce le procedure, ma toglie di mezzo le trascrizioni e rende visibile in tempo reale chi ha fatto cosa.

Con la cartella clinica elettronica di MediHome anamnesi, diario clinico, visite e documenti dell’ospite stanno in un unico fascicolo in cloud, consultabile dall’équipe in base al proprio ruolo e con ogni informazione tracciata. Con l’app MediMobile gli infermieri organizzano, monitorano e confermano le somministrazioni direttamente da smartphone: i dati vengono sincronizzati con il gestionale, così il turno successivo vede subito cosa è stato somministrato e cosa no. PAI e valutazioni restano collegati alla stessa cartella, e l’accesso profilato con log delle attività aiuta a ricostruire il percorso in caso di verifica o di analisi di un evento.

Il software funziona però solo dentro un’organizzazione chiara: procedure condivise, ruoli definiti e un responsabile che verifica periodicamente gli indicatori (somministrazioni non registrate, rifiuti, segnalazioni) sono la base su cui la tecnologia può fare la differenza.

Domande frequenti

Le Raccomandazioni ministeriali sui farmaci valgono anche per le RSA?

Sì. Sono rivolte a tutte le strutture che erogano cure e la Raccomandazione n. 17 include espressamente le transizioni verso le strutture residenziali. Inoltre la Legge 24/2017 estende la prevenzione del rischio clinico alle strutture sociosanitarie. Le Regioni e le ASL possono aggiungere indicazioni proprie.

Entro quanto tempo va fatta la ricognizione della terapia all’ingresso?

Secondo la Raccomandazione n. 17, nell’immediatezza della presa in carico e comunque entro 24 ore. Lo stesso vale, nella pratica, per ogni rientro dell’ospite dall’ospedale o dal pronto soccorso.

Si possono triturare le compresse per gli ospiti con disfagia?

Solo quando non è possibile usare il farmaco intero e dopo aver verificato che la forma farmaceutica lo consenta: alcune compresse (ad esempio a rilascio modificato o gastroresistenti) non vanno manipolate. La Raccomandazione n. 19 indica come gestire questi casi; in caso di dubbio va coinvolto il medico o il farmacista per valutare un’alternativa.

Vuoi eliminare le trascrizioni e tracciare ogni somministrazione in tempo reale? Ti mostriamo MediHome sui tuoi processi reali, senza impegno.

Prenota una demo

Fonti: Ministero della Salute – Sicurezza dei farmaci e Raccomandazioni; Ministero della Salute – Riconciliazione della terapia farmacologica sul territorio; Raccomandazione n. 7; Raccomandazione n. 17; Raccomandazione n. 18; Raccomandazione n. 19; Ministero della Salute – Farmaci LASA; SIFO – La riconciliazione farmacologica alla luce della Raccomandazione n. 17; Legge 8 marzo 2017, n. 24 (GU n. 64 del 17/03/2017) – testo su Quotidiano Sanità; OMS – Medication Without Harm (2017). Le informazioni hanno scopo divulgativo: per gli obblighi specifici della propria struttura fare riferimento alle indicazioni regionali.